Data: 10.06.2013

Autore: Piero Carelli

Oggetto: Ammutoliti

Rassegnati. Impietriti. Ammutoliti. Non malediciamo più gli dèi. Non eleviamo più il nostro grido angoscioso al “nostro” Dio. Non ci poniamo più il drammatico interrogativo che ha tormentato per millenni tanti uomini colti o meno colti. Perché mai dovremmo porcelo? Il velo è stato squarciato. La natura è stata sdivinizzata e denudata. Contro chi dovremmo urlare la nostra disperazione? Contro la natura “matrigna”? Tutto ha cause “naturali”: perché allora andare alla ricerca di un digitus divino? Quasi tutto è scritto nel DNA: perché decifrare altre “scritture”? Il male che non perdona accade e basta: perché scrutare il cielo nella speranza di trovare una causa superiore? L’uomo è solo. Chi dovrebbe pregare? A chi dovrebbe aggrapparsi? Non abbiamo più bisogno delle acrobazie filosofiche di un santo combattente, ossessionato dal pericolo del manicheismo. Non è vero che tutto il “creato” è bene. Non è vero che il male è “non-essere”. Un non-essere uno tsunami che con la sua furia distruttiva spazza via uomini e cose? Un non-essere un cancro che divora e strappa una vita umana? Un non-essere il precipitare nel tunnel senza fine dell’Alzheimer? La natura agisce iuxta propria principia. Il resto lo mette l’uomo faber fortunae suae che deliberatamente decide di immolare vittime sull’altare del dio-profitto, delle Cause umanitarie, del mito della velocità… È l’uomo che ha creato un sistema in cui le sofferenze dei singoli contano ben poco rispetto alla Storia che avanza, al trionfo dell’Asse del Bene contro l’Asse del Male, alla “mano invisibile” della libera concorrenza, al progresso nonostante tutto… Perché allora dovremmo scaricare la nostra indignazione contro Dio, invece che contro l’uomo? Aveva colto bene il problema il buon Epicuro nella sua polemica nei confronti della “provvidenza” stoica. Gli dèi non si curano degli uomini, non lanciano strali contro chi pecca di hýbris. Gli strali li lancia la natura. Senza alcuna volontà. Senza alcun fine. Così per combinazioni genetiche casuali. Il “caso” e la “necessità” hanno detronizzato gli dèi. Ma gli dèi sono davvero morti? In una società sempre più desacralizzata, qualcosa di “sacro” è rimasto: la coscienza. È lì, in quel tempio, che ciascuno di noi fa i suoi conti col “mistero” che lo circonda (un mistero che va ben oltre lo scandalo del dolore innocente). È lì che anche il laico più incallito può tornare a pregare, addirittura a sperare nel “miracolo”. Un residuo di magia? Forse no, ma solo un “bisogno di senso”, un bisogno di andare oltre i nudi e freddi referti medici, oltre la spiegazione delle cause “naturali”. Un bisogno individuale, personale che nessuno, impugnando la bandiera della Scienza, ha il diritto di estirpare. Il tempio è sacro: nessuno ha il diritto di profanarlo.

Crema, 16 novembre 2012

Piero Carelli

PS: grazie, Stefano, per lo stimolo che, con la tua lucida e appassionata relazione, ci hai offerto.

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