Data: 12.06.2013

Autore: Roberto Provana

Oggetto: L'individuo da liberare

Caro Piero,

ho letto con attenzione il tuo scritto inerente "L'individuo da liberare".

Mi piace la tua visione equilibrata e non ideologica della realtà.

Proprio così: gli italiani sono i peggiori nemici di loro stessi.

Prima votano i delinquenti e poi si lamentano dei risultati.

Dal mio osservatorio ti posso assicurare che la corruzione, anche nelle aziende e istituzioni, è galoppante e in molti casi purtroppo l'estero è l'unica via possibile, non solo per i giovani, ma anche per i professionisti "maturi".

Anche la mia parziale e recente esperienza "politica" cittadina, che ho voluto fare per verificare se erano sopravvissuti spazi di libertà, devo dire che mi ha lasciato molto sorpreso dal funzionamento interno della "macchina del consenso".

Sono contento di averla fatta, anche ingenuamente, questa esperienza, perchè mi sono reso conto che senza un cambio di mentalità sostanziale (alla prossima generazione? questa purtroppo sembra rovinata da vent'anni di berlusconismo), le cose potranno solo peggiorare.

I vecchi marpioni dei partiti tirano ancora le fila del potere locale e nazionale. E i "volontari" sono usati per fini di potere personale.

Siamo un paese incapace di rivoluzione.

Perchè qui non ci sono sbocchi per la meritrocrazia e per l'innovazione. Ci si riempie la bocca, ma poi nessuno o pochissimi realizzano veramente o possono permettersi di passare dall'idea all'azione, con tutte le ostilità che si oppongono a qualsiasi mutamento logico e auspicabile.

A parte alcune isole che ancora resistono.

Ma ormai a resistere, in taluni casi, si rischia di diventare dei combattenti contro dei mulini a vento o dei masochisti.

Gran parte della "nuova generazione" attuale è più viziata della precedente, rovinata dalla stupidità e dalle paure dei genitori (anche molti di quelli che dicono di aver fatto il '68) e da una idea malata di "diritti" senza "doveri".

C'è una parte sana de " la meglio gioventù" ed è eccezionale, ma esporterà i germi di un "Rinascimento" altrove. Il cambiamento va avanti. Se non qui, in altri lidi. Che importanza ha il luogo?

L'essenziale è che il rinnovamento avanzi e si impianti sui terreni fertili, attenti, sensibili.

Il Rinascimento va dove ci sono le condizioni per poter attecchire, dove vi sono spazi che se lo possano meritare.

Mi dispiace che l'Italia abbia perso la sua candidatura al futuro.

Ma è meglio un Rinnovamento da qualche altra parte, vitale, potente, originale, piuttosto di una finzione patetica di quello che i nostri padri hanno saputo fare.

Ciao, grazie per i tuoi stimoli sempre forti.

A presto, Roberto

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