Data: 21.06.2013

Autore: Patrizia de Capua

Oggetto: Superiorità della nuova scrittura informatico-telematica (da un antico mito ritrovato)

Ho udito narrare che, presso Seattle, c’era un giovane figlio di un procuratore e di un’insegnante, e il suo nome era Bill. Dicono che egli abbia scoperto una versione del linguaggio BASIC per il primo microcomputer, il MITS della Altair, che insieme all’amico Paul abbia fondato la Microsoft Corporation e che sia diventato l’uomo più ricco del mondo. Quando l’uomo più ricco del mondo mostrò le sue invenzioni all’uomo più potente del mondo, che si chiamava anch’egli Bill, gli disse: “Questa conoscenza, o presidente, renderà gli uomini più veloci nell’informarsi e più capaci di scoprire nuove verità, attraverso una comunità scrivente”.

E l’uomo più potente del mondo chiese: “Che cos’è una comunità scrivente?”

“E’ un progetto di scrittura collettiva da parte di gruppi formali o informali volto a costruire interpretazioni e chiavi di lettura complesse riguardo a un particolare dominio conoscitivo. Le pratiche di scrittura collettiva sono volte a fornire un’immagine di sé in quanto comunità e della propria azione nel contesto-mondo. Nelle società dell’informazione del XXI secolo, la ricerca e la costruzione di identità diventa sempre più una necessità intrinseca alle relazioni fra gli individui. Una comunità scrivente cerca di coagulare, attorno a un tema specifico, l’interesse per la stratificazione di significati e l’autorappresentazione attraverso la scrittura. Si tratta quindi di una meta-riflessione che si richiama nella pratica all’antropologia, applicando tale sguardo critico non all’altro, ma a sé e al proprio mondo”, rispose Bill (ricco).

Allora Bill (potente) sentenziò: “O ingegnosissimo Bill, a parte il fatto che non ho capito granché di quello che hai detto, e a parte il fatto che con il tuo discorso prolisso rischi di farmi sconfinare dalla giusta misura di una schermata, sappi che c’è chi è capace di creare le arti e chi è invece capace di giudicare quale danno o quale vantaggio ne ricaveranno coloro che le adopereranno. Ora tu, essendo il padre della scrittura elettronica, per affetto hai detto proprio il contrario di quello che essa vale. Infatti la sua invenzione avrà per effetto di produrre non una identità, ma una perdita dell’identità, poiché quando gli esseri umani, attraverso questo strumento simbiotico della comunicazione, si saranno formati una nuova protesi per il proprio sistema nervoso centrale, essi non potranno più farne a meno, e non ascolteranno i consigli di chi li invita ad usare con moderazione quegli strumenti, ma, come fanciulli improvvidi, ne abuseranno come di un gioco. Inoltre essi crederanno di essere padroni della propria identità personale, in quanto potranno simulare, benché siano bruttine stagionate o scarsini precoci, di essere cloni di Angelina Jolie o Brad Pitt, ingannando chi li legge attraverso il mezzo, ma dopo un po’ si renderanno conto di crederci essi stessi, e di non sapere più esattamente chi sono, con la mente obnubilata dalla nuova illusione, più perfida di quella di Narciso. Peggio ancora quando, credendosi geniali come Einstein o Eco, rovesceranno sulla rete una marea di alghe anziché buon pesce.”

“Sì – rispose Bill (ricco) – ma proprio qui sta il bello: la mia scrittura è liquida e chiunque si renda conto del carattere effimero di ciò che sta scritto può cancellarla con un colpo di spugna, ristabilendo l’equilibrio della comunità scrivente. Così il mezzo diverrà veramente democratico e contribuirà alla creazione di un nuovo brainframe…”

“Appunto – replicò Bill (potente) – la tua scrittura diventa facilmente obsoleta e allora chi ritenesse di tramandare un’arte con la tua scrittura, e chi la ricevesse convinto che da quel tipo di scrittura potrà trarre qualcosa di chiaro e saldo, dovrebbe essere colmo di grande ingenuità. Inoltre non venirmi a fare ramanzine sociologiche proprio tu che sei stato condannato a 497 milioni di euro di multa per abuso di posizione dominante e violazione delle norme antitrust. Sappi che nel mondo esistono milioni di persone che neppure possono comperarsi un computer, alle quali dunque è preclusa, almeno per ora, questa tappa evolutiva dell’intelligenza”

“Ok – concluse Bill (ricco) – allora mettiamoci d’accordo noi ricchi e potenti: io non metterò in discussione te, e tu mi lascerai concludere in pace i miei business”.

Così Bill (potente) pronunciò un discorso celebrativo di Bill (ricco) di fronte a 30 mila persone, e pochi vissero felici e contenti alla faccia dei più che vissero miserabili e ignoranti.

Nuovo commento