Data: 20.04.2014

Autore: Carlo Solzi

Oggetto: ELEZIONI, ELETTI E DEMOCRAZIA

Lunedì 14 aprile al Caffè filosofico è andato in scena il prof. Alberto Lo Presti con “Libertà, uguaglianza … rottamabilità - La democrazia versione 2.0”. Il prof. Lo Presti è autore tra l’altro del libro “I principi della democrazia – Una ricerca nell’era dell’interdipendenza” (Città Nuova, 2013, euro 12,00). Il tema della democrazia, della sua inadeguatezza è quanto mai attuale e il relatore è stato chiaro: bisogna andare oltre! 
Ho voluto leggere il suo libro e così mi sono complicato la vita un’altra volta! Ma fra le pagine ci sono delle vere e proprie chicche e una, come riflessione non proprio positiva sulle imminenti elezioni europee, voglio condividerla con voi.
Scrive Lo Presti come Gustave Le Bon e Scipio Sighele, che si sono interessati in particolare modo di psicologia delle sette, delle folle e delle massa, siano arrivati alla conclusione che il singolo per il solo fatto di appartenere ad una folla (come ad esempio il Parlamento…Sigh!) subisce un’alterazione del comportamento: << per il solo fatto di appartenere ad una folla l’uomo scende (….)di parecchi gradini la scala della civiltà>>(Le Bon, “Psicologia delle folle”,1895). Da parte sua Scipio Sighele (scuola lombrosiana) studia i reati commessi dal branco, studia il passaggio dalla psicologia criminale alla sociologia delle folle e arriva al termine di questo percorso tortuoso a scrivere nel 1895 un saggio dal titolo “Contro il Parlamentarismo” (guarda che combinazione!)
Scrive Lo Presti nel suo libro: “Il problema va affrontato così: si supponga che tutti i rappresentanti in parlamento siano davvero le persone migliori che una collettività possa esprimere: potrebbe allora il parlamento dare ottimi risultati? Il vero quesito - secondo Sighele - è questo e non altri, perciò non c’è da verificare la moralità dei parlamentari, il gioco dei loro interessi privati, le varie loro nefandezze. Insomma, non è da ascrivere alle individualità presenti nelle aule parlamentari l’eventuale degradazione della vita politica di un Paese, perché l’oggetto di ogni analisi deve risiedere nel raggruppamento parlamentare. 
Rispetto a questo, perciò, dovranno valere le norme che regolano i meccanismi di gruppo. In particolare dobbiamo ricordare soprattutto il fatto che le intelligenze, nel gruppo, si elidono, e non si rafforzano. Inevitabilmente , quindi, anche nei parlamentari avviene lo stesso. Il meccanismo dell’elezione parlamentare dà risultati fuorvianti per sua intrinseca costituzione. Essendo l’elezione del deputato un processo che coinvolge forze di suggestione e sollecitazioni ipnotiche, realizzate attraverso il sistema dei media e dell’arte oratoria, si scopre facilmente che le persone inviate nell’aula parlamentare non sono affatto le migliori, ma spesso si tratta di personaggi ignoti e insignificanti che gli impenetrabili effetti della suggestione collettiva ha portato alla ribalta. 
La stessa psicologia collettiva continua a governare le relazioni fra i deputati dentro il parlamento e la mediocrità – secondo Sighele - è l’unica vera forza che qualifica l’opera complessiva. La Camera dei Deputati, alla fine, << è psicologicamente una femmina e spesso anche una femmina isterica>>, nella quale le persone che si attaccano con ferocia durante una seduta sono pronte a venirsi incontro col sorriso nei corridoi parlamentari, a ironizzare sulle proprie performance o a congratularsi reciprocamente per il dibattito sostenuto. E’ questa, inesorabilmente, la vita parlamentare: <<una farsa nei corridoi, una tragedia nell’aula>>”.
A questo punto, oltre a consigliare a tutti ancora una volta la lettura di questo libro, vorrei che mi aiutaste a trovare almeno un motivo per andare a votare………

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