Data: 16.12.2016

Autore: Tiziano Guerini

Oggetto: Al Caffè Filosofico il nuovo libro di Piero Carelli

Quello del viaggio è un tema ricorrente nella letteratura; l'esempio più illustre è quello di Dante che scende all' inferno e sale in paradiso passando attraverso il purgatorio. Anche Piero Carelli -senza voler fare paragoni impropri- compie un viaggio con il suo libro "Un ponte verso la paura - un viaggio dentro le sfide del nostro tempo"(ed. Caffe filosofico). Qui il ponte non rappresenta una via di fuga dalla paura, ma al contrario, vuole essere l'impegno a guardarla in faccia, a fissarla con occhi consapevoli e onesti, perché solo così la si può sconfiggere; senza il coraggio di affrontarla la paura diventa angoscia. E la prima cosa che si vede guardando in faccia le paure del nostro tempo è la complessità che le avvolge, il nodo apparentemente inestricabile da cui sono costituite. Piero Carelli si impegna a sciogliere questi nodi, ben sapendo che questo non significa la soluzione: ne è però la condizione necessaria. Il libro vuole essere un viaggio nella complessità dei problemi del nostro tempo, o di alcuni di essi, "fuori dai luoghi comuni, dalle semplificazioni, dagli slogan". Terrorismo islamico e arrivo in Italia dei profughi dal Medio Oriente e dall'Africa, sono i due temi principali su cui l'autore esercita la propria documentata riflessione. Complessità! È certamente un mondo complesso quello che abbiamo davanti: guerre, convenzionali e non, globalizzazione dei mercati, libero scambio di lavoro, finanza, informazioni... . Occorre capire: l' io narrante e il "tu" dell' interlocutore collettivo si scambiano spesso di ruolo e questo permette di aprire un varco di comprensione reciproca. E "capire non è forse la premessa per prendere decisioni politiche all' altezza delle sfide di oggi?" Piero Carelli, per chi lo conosce, è l'uomo delle domande, dei punti interrogativi: ma è proprio a partire dagli interrogativi che si possono ricercare le soluzioni! Esistono però due modi di affrontare la complessità: quello di aggiungere problemi a problemi, difficoltà a difficoltà - la complessità del carciofo con sempre una foglia in più da togliere o da aggiungere...; e c'è la modalità di chi sa individuare, nella complessità, il punto fondamentale, l'essenza, il nodo dei problemi, per cui alla fine dell'indagine, si sa esattamente che cosa gettare e cosa considerare invece importante. Piero Carelli lo sa bene: è importante saper cogliere i nodi fondamentali, essenziali, dei problemi, per intervenire con la politica per eliminarli o se del caso, per valorizzarli dal momento che a volte i problemi possono rivelarsi essere delle opportunità. Intanto occorre essere consapevoli che i fatti, spesso atroci, che addibitiamo al complesso e articolato mondo arabo-islamico, noi in Europa li abbiamo, nel tempo, commessi tutti, e anche di più. Cerchiamo allora di scendere nel sottosuolo: l' Oriente, o meglio il Medio oriente - "un tempo madre di valori e di commerci" - e l' Africa rappresentano, ora, l'infanzia, con tutti i suoi ideali di fresca energia, rispetto alla cultura tutta pratica dell' Occidente. Una cultura la cui centralità e' rappresentata dalla spinta tecnologica alla incessante produzione di beni (con la conseguente difficoltà, in un sistema chiuso, della loro commercializzazione). Non vedo insomma come possano costituire una alternativa irriducibile al processo produttivo-consumistico, ma piuttosto - in prospettiva - un ulteriore impulso. Quei popoli vivono la ribellione parricida (il terrorismo islamico) e insieme l'urgenza di partecipare del benessere del "padre" se non addirittura il desiderio di mettere le mani sulla sua eredità (l'emigrazione incontrollabile dalla fame e dalla guerra). Un nuovo impulso inarrestabile, quindi, alla produzione ed al consumo di beni. Se anzitutto si pensa a questo, si può forse trovare la chiave e quindi la risposta di medio tempo alla crisi che è tutta dentro l'Occidente.

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