Data: 03.01.2019

Autore: Ivano Macalli

Oggetto: R: R: DIZIONARIO PESTIFERO

“ Dibattito interessante quello tra Luca, Guido, e Livio, e Piero, che prima denuncia una recensione feroce del libro, poi ne tesse le lodi dichiarando che mai lo destinerebbe al rogo, considerandolo un dono prezioso, pur concordando con le tesi di Lunardi, secondo Cadè non sufficientemente argomentate. In effetti rileggendo con più attenzione il dizionario di Lunardi credo che il commento di Piero sia pertinente. Come ho trovata perfetta, o quasi, la sintesi di Guido al commento a riguardo. Quindi nessuna banalizzazione per me, se non, come dice Cadè, una sottrazione di parole utile al veloce confronto, ma dopo aver letto attentamente il libro. Che ripeto, non dice niente di nuovo conoscendo gli autori. Come invece mi stupisco di Lunardi, un tempo, mi pare, non così strenuo difensore della modernità. Magari non ricordo bene, ma alcuni dogmatismi mi sembrava che si potessero estrapolare dai suoi vecchi interventi su Cremascolta, fosse la sua ottica di fede sia la difesa di alcune tradizioni, o lo stupore di fronte ad un mondo in fisiologica trasformazione, non quindi come dice ora, risultato quindi di disegni strategici di un deus ex machina difficilmente identificabile se non in un’ottica di complotti planetari. Inutile che dica, anche se potrebbe non interessare a nessuno, che sgombrato il campo da pregiudizi anche nei confronti di Luca, sono dalla sua parte, pur ammirando la coerenza degli autori. Coerenza fortunatamente innocua, non socialmente pericolosa, assolutamente non in grado di sovvertire questa “modernità” che a dir loro, sarebbe in toto o quasi da bandire da quest’epoca di conseguenti abortisti, insegnanti tutti di sinistra, teorie gender, consumatori forsennati e condizionati da chissà quali meccanismi costruiti a tavolino, quindi ingannati dal proliferare continuo di social inoculatori di chissà quali falsità. Tutto questo per dire cosa ai nostri autori? Per dire che, non essendoci mai stata un’età dell’oro (anche Lunardi), io son ben contento di vivere in quest’epoca, con tutte le interruzioni o compromessi tipici della parola a tutti, della democrazia come l’abbiamo costruita insomma, quindi ben consapevole che vicini al baratro della contemporaneità ancora non abbiamo toccato il fondo, come è successo in epoche precedenti. E contestare a Lunardi che non argomenti, preferendo semplicemente affidare le sue parole alla negazione tout court del pensiero degli autori, mi sembra più stizzoso che altro. Spesso dire “non sono d’accordo” è sufficientemente argomentativo, anche per non annoiare chi legge.”

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